Decreto 24 dicembre 2025
In vista dell’assegnazione all’Italia dell’organizzazione della fase finale del campionato europeo di calcio UEFA Euro 2032, il Decreto 24 dicembre 2025 introduce norme tecniche specifiche per la sicurezza, l’accessibilità e l’esercizio degli impianti sportivi che ospiteranno la manifestazione, sia di nuova realizzazione sia già esistenti e destinati a essere adeguati. Si tratta di un provvedimento che affronta un tema ricorrente ogni volta che l’Italia si candida a ospitare grandi eventi sportivi internazionali: come conciliare gli standard tecnici richiesti dagli organismi calcistici internazionali con un patrimonio impiantistico spesso datato e disomogeneo.
Il provvedimento nasce dall’esigenza di conciliare due esigenze non sempre facilmente sovrapponibili: da un lato i regolamenti tecnici di UEFA, FIGC e CONI per l’omologazione degli stadi che ospitano competizioni internazionali di questo livello — capienza minima, qualità delle strutture di ospitalità, aree media, illuminazione, qualità del terreno di gioco — dall’altro la normativa italiana di prevenzione incendi e di sicurezza pubblica per i luoghi di pubblico spettacolo, storicamente più stringente su alcuni aspetti rispetto agli standard internazionali di riferimento.
Il decreto stabilisce che gli impianti coinvolti debbano garantire “livelli di ordine e sicurezza pubblica nonché di sicurezza antincendi equivalenti a quelli previsti dalla vigente normativa tecnica”, una formula giuridica che merita attenzione: non si tratta di un’equivalenza automatica o presunta, ma di un’equivalenza da dimostrare caso per caso, attraverso un percorso di valutazione tecnica che consenta di adottare soluzioni progettuali conformi agli standard internazionali dell’evento senza abbassare il livello di sicurezza già garantito dalla normativa nazionale vigente per i locali di pubblico spettacolo.
Per gli stadi che parteciperanno alla procedura di candidatura come sedi della competizione, questo significa affrontare un doppio binario di conformità tecnica e amministrativa: da un lato l’adeguamento alle specifiche richieste dagli organismi calcistici, dall’altro la verifica — spesso più complessa per gli impianti meno recenti, alcuni dei quali risalenti a decenni fa e già oggetto di interventi di adeguamento parziale in passato — che le vie di esodo, la compartimentazione, i sistemi di rivelazione e allarme e la gestione della sicurezza in caso di grande affluenza siano equivalenti a quanto richiesto dalla vigente Regola Tecnica Verticale per i locali di pubblico spettacolo e dalle norme sulla sicurezza degli impianti sportivi.
Un aspetto tecnico non secondario riguarda la gestione dell’affollamento e dei flussi di deflusso in impianti che, per un evento internazionale, si trovano spesso a operare a capienza massima o vicina ad essa, con un pubblico numericamente rilevante anche di provenienza internazionale, non sempre familiare con la disposizione interna dello stadio: un fattore che incide direttamente sul dimensionamento delle vie di esodo e sulla pianificazione dei piani di emergenza e evacuazione.
Va inoltre considerato il tema della sicurezza pubblica in senso più ampio, che negli impianti sportivi italiani si intreccia storicamente con la disciplina di prevenzione incendi: il quadro normativo di riferimento per i luoghi di pubblico spettacolo, sviluppatosi nel tempo anche a seguito di gravi incidenti verificatisi in passato negli stadi italiani ed europei, richiede oggi un approccio integrato tra sicurezza antincendio, gestione dell’ordine pubblico e organizzazione dei soccorsi, un equilibrio che il decreto del dicembre 2025 è chiamato a preservare anche nel contesto di un evento internazionale di questa portata.
Per i tecnici e i progettisti coinvolti nei lavori di ammodernamento degli stadi candidati, il decreto offre un quadro di riferimento che, pur essendo pensato per un evento specifico e con una finestra temporale definita, consolida principi — equivalenza dei livelli di sicurezza, gestione dell’affollamento nei grandi impianti, integrazione tra requisiti federali e normativa antincendio nazionale — destinati probabilmente a orientare anche i futuri interventi sugli impianti sportivi italiani al di fuori del contesto specifico dell’Europeo.
Guardando alle precedenti esperienze italiane di grandi eventi sportivi, è ragionevole attendersi che i lavori di adeguamento degli stadi candidati genereranno, nei prossimi anni, un volume significativo di attività professionale per progettisti antincendio, ingegneri strutturisti e specialisti di sicurezza degli impianti sportivi, con tempistiche verosimilmente scandite dalle scadenze di candidatura e selezione delle sedi definitive della manifestazione.
Riferimenti normativi: Decreto 24 dicembre 2025 — D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139 — Regola Tecnica Verticale per i locali di pubblico spettacolo — Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.) e normativa sulla sicurezza degli impianti sportivi



